Conti di deposito: punti di forza e debolezza

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Tutto quello che volete sapere sui conti di deposito e non avete mai osato chiedere

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In questo periodo di forti perturbazioni sul mercato, tanti risparmiatori preferiscono rifugiare i loro risparmi in prodotti finanziari che considerano più sicuri. Un tipico esempio in questo senso è rapprentato dai conti di deposito. In questo post cercheremo di esaminare gli aspetti fondamentali di questo tipo di investimento.

L’aspetto preferito dai risparmiatori è sicuramente la protezione rappresentata dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che dovrebbe garantire il rimborso del deposito fino a 100.000 euro per ogni intestatario del conto. Il conto deposito è semplice da aprire e gestire, l’unico impiccio è la necessità di avere un conto corrente di corrispondenza da collegare a quello di deposito.

Attenzione ai bolli, dal 2012 sono pari allo 0,1%, con un minimo di 34,2 € e un massimo di 1.200 €. Nel 2013 il preliveo aumenterà allo 0,15%  e non ci sarà più un limite massimo di prelievo. Alcune banche si fanno carico dell’imposta di bollo, ma bisogna controllare caso per caso. Ai bolli bisogna aggiungere l’imposta sugli interessi - pari al 20%. Considerate che i tassi di interesse pubblicizzati sono normalmente al lordo di questa imposta.

Tra i conti vincolati, la scelta migliore a 24 mesi è quella di Rendimax di Banca Ifis - 4,85% -, e ad un anno è invece IBL Banca - 4,5%. Tra i conti liberi le scelte migliori sono nuovamente quelle di Rendimax con l’opzione Like - 4% ma bisogna aspettare 33 giorni - e Banca Ibl - 3,55% per i depositi liberi. Quando vincolate una somma considerate che alcune banche non permettono estinzioni anticipate.

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