Renata Polverini: ci vuole una svolta o tutti a casa

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Le richieste della Polverini per non dimettersi

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Dopo questa sera, nessuno potrà dire che Renata Polverini non sia una donna di polso. Aveva dato al consiglio regionale del Lazio un aut aut: “Se non accettate le mie proposte, non abbiamo futuro. Me ne vado. Ci salutiamo stasera e la considereremo un’avventura o un incubo”. E ancora “Se dobbiamo andare a casa ci andiamo oggi e senza reti. Con la vergogna che ci portiamo dietro”.

E davanti alla scelta di votare il pacchetto Polverini o andarsene a casa, i consiglieri regionali hanno deciso di vuotare l’amaro calice, stabilendo di azzerare i contributi destinati ai gruppi consiliari e sospendere quelli per il loro funzionamento, dimezzare le commissioni consiliari e cancellare quelle speciali, ridurre i consiglieri e assessori, razionalizzare i fondi assegnati all’ufficio di presidenza ed al presidente del consiglio, revocare l’assegnazione delle automobili di servizio - le famose auto blu - per le cariche di natura consiliare.

Secondo la Polverini: “Attuando questa mozione, il costo del consiglio scenderebbe dai 98 milioni di euro attuali a 78 milioni già nel 2012. A regime, nel 2013, arriveremmo fino a 70 milioni di euro. Questo significa che per ogni abitante il consiglio costerebbe 13,88 euro. Meno del Piemonte e della Toscana e sotto la media delle Regioni a statuto ordinario”.

Foto: Flickr

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