La crisi del Ventinove: la lunga discesa agli inferi

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La storia della crisi del Ventinove in un racconto a puntate

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In sei giorni, l’indice della borsa di Wall Street perse circa il 30% del suo valore. Qualcuno si azzardò anche a fare qualche paragone: il 29 ottobre la ricchezza - solo sulla carta - distrutta equivaleva alla spesa bellica degli Stati Uniti nella Grande Guerra, o a dieci volte il bilancio dell’Unione nella guerra civile americana.

Le quotazioni continuarono a scendere ancora per un po’, anche se il 6 ottobre del 1931 ed il 30 ottobre del 1929 Wall Street registrò il secondo ed il terzo rialzo della storia, con un incremento del 14,87% e del 12,34%. Una lunga caduta che continuò fino all’8 luglio del 1932, quando il Dow Jones toccò il suo minimo a 41,22 punti.

Dal massimo raggiunto il 3 settembre del 1929, Wall Street aveva perso l’89,19% del suo valore. Occorreranno 25 anni, 2 mesi e 20 giorni per far ritornare gli indici di borsa a quei livelli: in quel giorno - era il 23 novembre 1954 - il Dow Jones toccò i 382,74 punti. Durante questa lunga discesa agli inferi l’azione Goldman Sachs passò da 104 dollari del 1929 agli 1,75 nel 1932. General Motors scese da 1075 dollari a 40. Nel crack dell’ottobre 1929 i Vanderbilt persero 40 milioni di dollari, J. P. Morgan tra i 20 ed i 60, i Rockefeller l’80% del loro patrimonio. Solo Joseph Kennedy, il padre di John, riuscì a salvare il patrimonio.

(Foto Wikipedia)

 

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