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Stipendi d'oro dei parlamentari: il referendum di cui nessuno parla

Sabato 14 Luglio 2012, 07:01 in Politica di

Il referendum di cui si sente parlare solo sul web

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Le televisioni ed i grandi giornali non ne hanno parlato nemmeno per sbaglio. Dal 14 maggio è possibile firmare per il "referendum per l'abrogazione degli stipendi d'oro" promosso dal Partito dell'Unione Popolare. Fino a ieri completamente sconosciuto, ora sta facendo parlare parecchio di sé almeno in rete.

Il referendum intende abrogare la - cito il sito dei promotori - "con  l'abrogazione della disposizione di cui all' 2 della legge 1265, n. 1261, ai Parlamentari non verrà più corrisposta la 'diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma'".

 

Se le tv e i grandi quotidiani tacciono, tocca al web promuovere il referendum per l'abrogazione degli stipendi d'oro dei parlamentari. La raccolta firme è partita nel silenzio più assoluto il 14 maggio (è possibile sottoscrivere il referendum in tutte le segreterie dei Comuni italiani) ed è promosso dal Partito dell'Unione Popolare. Movimento totalmente sconosciuto che grazie a questa iniziativa sta facendo parecchio parlare di sé. E infatti viene accusato da più parti di volersi fare solo pubblicità con una referendum illegittimo o inutile. Vediamo prima di che cosa si tratta:

Se il referendum dovesse raccogliere le 500.000 firme necessario sarebbe una vittoria da imputare totalmente a tutti i siti e blog che ne stanno parlando in questi giorni. E' ovvio che se il   referendum verrà considerato ammissibile dalla Corte Costituzionale, il referendum non farà fatica a superare il quorum, provocando una riduzione di 48.000 euro l'anno per ciascun parlamentare (Foto: Infophoto).

Dove si può firmare? Si può portare il proprio apporto in tutte le segreterie dei Comuni italiani.

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5 commenti
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31 Lug 2012
alle 04:17

Giovanni Russo

E' leggittimo per un cittadino assumere consapevolezza del proprio impegno civile esigendo onestà e trasparenza da parte di chi si propone di rappresentarlo al fine di gestire la cosa pubblica?
E' auspicabile riuscire a fare politica senza coinvolgere e relazionarsi con politici, imprenditori e professionisti condannati e indagati?

Di Prato: "3 anni fa l'onorevole Lorenzo Cesa mi ha invitato a far parte dell'UDC" (YouTube: Maria di Prato racconta la nascita dell'Unione Popolare) 3 dic 2010.
Cesa: "La solitudine è una cosa molto seria e la vita del parlamentare è dura. Altro che costi della politica: al parlamentare bisognerebbe dare di più per consentirgli il ricongiungimento familiare a Roma" (commentando il caso di Cosimo Mele, Udc, sorpreso in un sexy-coca-party in un hotel di Roma, Ansa, 30 luglio 2007).

Arrestato nel 1993 dopo un periodo di latitanza e condannato nel 2001 con l’ex ministro Gianni Prandini (il quale aveva già ricevuto una pena di 6 anni e 4 mesi) a 3 anni e 3 mesi per corruzione poiché ha ammesso tangenti da centinaia di milioni per appalti Anas. Nel 2003, la Corte d’appello di Roma annulla la condanna per un vizio tecnico: il Tribunale dei ministri che aveva rinviato a giudizio i protagonisti di questa vicenda, non poteva svolgere le funzioni di gup. Così il processo è ritornato ai nastri di partenza ed è scattata la prescrizione.

Nel 2006 è indagato per truffa e associazione a delinquere. Nell'ambito dell'inchiesta "Poseidone", l'ex pm di Catanzaro Luigi De Magitris, iscrive nel registro degli indagati Cesa, il consigliere ANAS Giovanbattista Papello e Fabio Schettini, ex capo segreteria di Franco Frattini. L'accusa riguarda cinque miliardi di lire truffati all'Unione Europea tramite una società fantasma, la Spb Optical Disk Srl, di cui erano proprietari i tre indagati. La posizione di Cesa viene subito stralciata. Nel novembre 2010 il GIP dell'inchiesta dispone il sequestro di beni di Cesa per un valore di un milione di euro. Il 3 febbraio 2011 il Gip di Roma Rosalba Liso archivia definitivamente la posizione di Cesa, perché "gli elementi a carico, pur rivestendo la qualità di indizi, non assurgono al rango della gravità, precisione e concordanza tali da provare il di lui possibile coinvolgimento nei fatti di cui all'imputazione e rendendo in tal modo infausta la prognosi di condanna in un'eventuale sede dibattimentale".

Di Prato: "Queste firme, come quelle altre che raccoglieremo, sono valide e avvalorate tra l'altro da un gruppo di importanti costituzionalisti coordinati dal professor Aldo Loiodice" (YouTube: Referendum sulla diaria dei parlamentari: Maria Di Prato a La7).

Nel 2011 è indagato di concorso in corruzione in atti giudiziari insieme al presidente di sezione del Tar Puglia, Amedeo Urbano, la figlia Graziana, il collaboratore di Loiodice Michele Dionigi, fidanzato con l'altra figlia di Urbano, il rettore della Lum Emanuele Degennaro ed un ex cancelliere del Tar. Secondo le indagini in corso della Guardia di finanza, coordinate dai sostituti procuratori Renato Nitti e Francesca Romana Pirrelli, la vicenda riguarda presunti accordi stretti dal presidente della seconda sezione del tribunale amministrativo, Amedeo Urbano e, di volta in volta, i personaggi a lui utili per spianare la strada alla carriera professionale di sua figlia Graziana. Lo avrebbe fatto prima con Loiodice, ottenendo che si attivasse per farle vincere un concorso in diritto pubblico alla facoltà di Economia dal quale, però, la ragazza si sarebbe ritirata proprio nei giorni scorsi. In cambio, secondo i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Bari che lo hanno intercettato, Urbano avrebbe garantito sentenze favorevoli al docente o, in alternativa, all´avvocato Dionigi. Ma il disegno del giudice amministrativo, ricostruiscono gli inquirenti, non si ferma lì: trovandosi a dover giudicare un ricorso presentato dall´imprenditore Emanuele Degennaro, relativo all´ampliamento dell´Interporto (di cui è presidente, oltre ad essere rettore della Lum), utilizza con lui la stessa tecnica: sentenza favorevole al suo ricorso, in cambio dell´assegnazione a Graziana di quel posto da ricercatore bandito a maggio dalla Libera Università. Le indagini dei finanzieri e gli atti relativi alla vicenda dell´Interporto, per la Procura di Bari, chiudono il cerchio. La giovane figlia del presidente ottiene un contratto a termine per un progetto di ricerca alla Lum, mentre l´Interporto vince a luglio il primo round contro il Ministero dell´ambiente che ne aveva bloccato l´ampliamento, assoggettandolo a valutazione di impatto ambientale.

Nel 2010 nasce la fondazione "Giovanni Paolo II", presidente Aldo Loiodice, per gestire la donazione di 5 milioni di euro che il sultano dell'Oman fece, 4 anni fa, al conservatorio di Bari "Niccolò Paganini". Nulla di ciò che era stato annunciato è stato portato a termine, se non un bando per borse di studio indetto nel febbraio dello scorso anno. un anno fa, inoltre, la Procura di Bari aveva ricevuto un esposto che già chiedeva lumi sulla nascita della Fondazione e sull'utilizzo della donazione del sultano dell'Oman. Ora gli studenti sono tornati alla carica con una petizione: vogliono che prima del nuovo anno accademico ci sia un nuovo bando per le collaborazioni, ma soprattutto che vengano progettate iniziative "di cui possano usufruire tutti i circa duemila studenti, nel più breve tempo possibile".

questo post è stato censurato ed io (Giovanni Russo) sono stato bannato dal gruppo di discussione del referendum promosso da Unione Popolare (dall'account Referendum Contro la Casta)

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26 Lug 2012
alle 13:20

Anna Colombo

Io sono andata qst mattina in Comune: AVETE TEMPO PER FIRMARE FINO AL 31 LUGLIO!!!!!!!!!!!

3
16 Lug 2012
alle 17:30

Anonymous User

Abito in un paese a pochi chilometri da Torino,abitanti ne siamo circa tremila,per caso ho sentito di questa raccolta firma e sono andato al comune dove abito per apporre la firma ma il foglio era completo max 50 (cinquanta ) firme,e datosi che di fogli ne hanno ricevuto uno solo quindi?

2
16 Lug 2012
alle 14:09

Patrizia Napolitano

Io domani corro a firmare!!

1
14 Lug 2012
alle 10:33

Alessandro Camera

Andate a firmare non è un perditempo


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