Unicredit: inamissibile class-action Codacons

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Le ultime notizie sulla class-action Codacons contro Unicredit

E’ stata la prima class action italiana, ed è andata male - e visto come vanno le cose in Italia c’era da aspettarselo. La causa promossa dalla Codacons contro Unicredit metteva sotto accusa le clausole introdotte dall’istituto per aggirare il divieto di legge che riguardava l’applicazione  della commissione di massimo scoperto. E’ stata dichiarata inammissibile sia in primo grado che dalla Corte d’Appello di Roma. Non per ragioni sostanziali, ma perché, la disciplina della class action non si può  applicare a fatti avvenuti prima del 15 agosto 2009, e il comportamento che la banca ha tenuto trae origine da clausole contrattuali stipulate con i correntisti prima di tale data.

Secondo la giustizia italiana quindi, un tribunale non può pronunciarsi sulla materia a seguito di una una class action. Ovviamente la Codacons non si aspettava questo esito del processo. Secondo l’avvocato che ha rappresentato l’associazione nei primi due processi:
“A Torino e a Napoli, (…) i tribunali hanno accolto la tesi secondo la quale l’illecito viene commesso dalla banca nel momento in cui effettua i prelievi non dovuti dal conto dei clienti, non nel momento in cui vengono stipulate le clausole”.

Vedremo come va a finire… Intanto le banche continuano ad applicare queste clausole capestro che secondo Codacons costano anche 15 volte di più rispetto alla commissione di  massimo scoperto.

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