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Greenpeace: Passera e Clini, il ritardo Costa (Concordia)

Eleonora Bianchini avatar Mercoledì 1 Febbraio 2012, 13:46 in Class action di Eleonora Bianchini

Attraverso una petizione online attiva sul sito migliaia di cittadini stanno chiedendo a Passera e Clini di emanare un decreto interministeriale che regoli il traffico marittimo nelle zone a rischio ambientale

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Nelle scorse ventiquattro ore oltre 15mila cittadini hanno chiesto al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Corrado Passera di definire regole precise per la navigazione ed evitare un'altra tragedia come quella della Costa Concordia al Giglio

Attraverso una petizione online attiva sul sito www.greenpeace.it, migliaia di cittadini stanno chiedendo al ministro Passera di emanare al più presto, in accordo con il ministero dell'Ambiente, un decreto interministeriale che regoli il traffico marittimo nelle zone a rischio ambientale, come il Santuario dei Cetacei, vietando gli avvicinamenti pericolosi alle coste. Dal Ministero però non arriva ancora nessuna risposta.

«Vogliamo subito un decreto per tutelare le aree marine a rischio e prevenire disastri come quello della Costa Concordia - dichiara Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace. Mentre il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, si è già espresso a favore di una regolamentazione severa in proposito, il ministro dei Trasporti, Corrado Passera, continua a ignorare il problema». 

Venerdì scorso Greenpeace ha protestato davanti al ministero dei Trasporti a Roma, consegnando al ministro Passera una lettera in cui chiede di non perdere altro tempo prezioso e di emanare con urgenza disposizioni per evitare altri disastri. Adesso migliaia di cittadini si stanno unendo a questa richiesta: "Sbrigati Ministro il ritardo Costa".

Oltre alla perdita di decine di vite umane, il naufragio della Concordia rischia di provocare un grave disastro ambientale nel bel mezzo del Santuario dei Cetacei, un'area che dovrebbe essere protetta dal 2001. Se oggi la priorità è la rimozione del carburante, non bisogna dimenticare l'impatto che potrebbero avere le tonnellate di altre sostanze inquinanti presenti nel relitto: centinaia di litri di vernici, smalti, insetticidi, detergenti, circa 1300 metri cubi di acque nere e grigie, oltre a decine di quintali di cibo e bevande.

«Da anni Greenpeace denuncia la totale mancanza di tutela del Santuario dei Cetacei. Mentre gli incidenti si ripetono, i rischi e il degrado sono in aumento. Non vogliamo attendere il prossimo disastro. E ora che tutti gli attori politici coinvolti si assumano le proprie responsabilità, a cominciare dal ministro dei Trasporti» conclude Monti.

Regione Liguria e Toscana si sono impegnate a convocare entro fine mese un tavolo tecnico per la salvaguardia del Santuario. Visto il crescente degrado ambientale e l'urgenza di porvi rimedio, Greenpeace chiede che a questo tavolo partecipino anche i ministri dell'Ambiente e dei Trasporti, per decidere finalmente reali e vincolanti misure di protezione.

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2 commenti
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04 Feb 2012
alle 17:58

cap.dr.Pier Luigi Caffese

La tragedia Costa Concordia mette in luce alcune manchevolezze che suggerii al Governo ma lasciate nel dimenticatoio.1.dobbiamo mettere i radar tridimensionali sui promontori per alert meteo che individuano anche bombe d'acqua e cambiamenti e servono anche per turbine vento offshore2.questi radar vedono le navi o barchini e si sarebbero accorti del fuori rotta Concordia3.la marina ha gli elicotteri ma deve avere anche LCS velocissime sui 50 nodi che seguono il motoscafo con droga o arrivano ad assistere naufraghi velocemente4.alarme automatico senza possibilità di disinserirlo sulla nave per acqua a bordo o nei motori5.le grandi navi devono avere apparati motori ibridi gas-elettrici a tenuta stagna e sistemi plasma per rifiuti 6.le turbine di pompaggio devono essere la norma e non l'eccezione7.i traghetti non possono prendere la banchina se hanno due eliche di lato e 2 di poppa8.le navi crociera devono avere apparati di doppia elica e devono impostare rotte fisse e non possono piu' deviare se non per prevenire collisioni9.le distanze dalle coste devono essere segnalate con apposite boe luminescenti ad energia wave ed in certi casi con catene tra le boe10 per le rotte di collisione piu' pericolose è preferibile inserire tra costa e rotta avvicinata nave delle gabbie di allevamento pesci che vengono date in uso alle coop pescatori locali e sarebbe preferibile mettere tali gabbie in zone di divieto come lo stretto del Giglio o attorno a Capri o alle bocche di bonifacio11la norma dei 500 m dalla punta del promontorio non viene mai rispettata e si deve portare ad 1 miglio per natanti e 5 mg per navi.

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01 Feb 2012
alle 16:10

cap.dr.Pier Luigi Caffese

Raddrizzamento Concordia.In un mese di duro lavoro si raddrizza ma chi parla di 9 mesi è ignorante in energia perchè turate le falle con cemento su grate carbonio della Mapei,leviamo l'acqua con turbine di pompaggio e non con pompe che le usavano gli egiziani antichi ma oggi si usano 4 turbine che comincerei a cercare.Poi le turbine mi servono per dare tutta l'energia che vuole al Giglio.Poi bisogna combinare bene rimorchiatori,gru e cavi anche da terra mettendo su pc l'acqua a bordo che comincia a scendere.Poi si raddrizza con un po' di acqua in sentina e dosandola.Per l'energia è la stessa cosa:non mi lasciano usare il vento ed il mare con le mie amate turbine pumped acqua.Ora dico al Governo:io mi impegno a raddrizzarla ma poi lasciatemi costruire i laghi di mare con l'energia del mare.Prevedo 30gg effettivi per raddrizzarla ma con turbine e specialisti Fincantieri comandati da me e non da bono che mettono grate carbonio e cemento.Finito tutto vado a pescare alle scole.

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