Giornalisti Pubblicisti: quale futuro? Tre scenari possibili

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La Repubblica degli Stagisti si interroga sul futuro dei pubblicisti e analizza alcuni possibili scenari. In tutto tre possibilità

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Albo dei pubblicisti: questo è solo l’inizio della fine? Negli ultimi giorni di dicembre avevamo parlato della presunta eliminazione annunciata dell’albo dei pubblicisti. Avevamo gettato acqua sul fuoco invitando alla prudenza, visto che dobbiamo aspettare le proposte che arriveranno dall’Ordine il 20 gennaio. Nell’attesa però, La Repubblica degli Stagisti si interroga sul futuro dei pubblicisti e analizza alcuni possibili scenari. In tutto tre possibilità. Leggiamo:

Al di là delle tante parole spese sull’argomento, che ne sarà in concreto dei pubblicisti? A ottobre il ministero della Giustizia ha invitato i presidenti degli Ordini professionali a elaborare proposte. Nel frattempo, sono già  state avanzate diverse possibili soluzioni. Lo stesso Franco Abruzzo nel suo intervento traccia alcuni scenari: una prima ipotesi potrebbe essere quella di ammettere all’esame di Stato i pubblicisti che dimostrino, sulla base del proprio reddito, di vivere esclusivamente di giornalismo.

In questo caso, a essere penalizzato sarebbe chi è iscritto all’Albo, ma di fatto non ha nell’attività giornalistica la sua fonte principale di entrate. Questa soluzione creerebbe, però, una situazione anomala, con pubblicisti che svolgono attività giornalistica prevalente, ma non sono inquadrati più come tali. Resta, poi, da capire se si tratterebbe di un’iscrizione d’ufficio oppure dopo l’esame di Stato. Questa seconda ipotesi porterebbe un enorme sforzo organizzativo, ma anche e soprattutto economico, per l’Ordine, che si troverebbe a predisporre sessioni d’esame per un numero di gran lunga maggiore rispetto a quello dei candidati che sostengono annualmente la prova di idoneità.

Un’altra possibile strada potrebbe portare a fare di quello dei pubblicisti un elenco ad esaurimento: fino al 13 agosto 2012 gli ordini continueranno a iscrivere pubblicisti, mentre dal giorno successivo verranno bloccate le iscrizioni e l’elenco rimarrà chiuso. L’Albo, quindi, esisterà solo per garantire i diritti contrattuali e previdenziali di chi è assunto a tempo pieno, parziale, come collaboratore fisso, corrispondente o nelle redazioni decentrate.

Una terza alternativa, potrebbe essere quella di mantenere i due elenchi con rispettive prove di idoneità, dando vita a un nuovo esame per i pubblicisti. Un altro problema da non sottovalutare, legato al destino dell’Albo, riguarda la sorte dei contributi versati dagli iscritti all’Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti italiani, fino alla scadenza prevista dalla norma. 

Al momento sono svariate le ipotesi sul tavolo. Per capirci qualcosa in più, bisognerà aspettare la prossima riunione dell’Ordine dei giornalisti, programmata per i giorni 18, 19 e 20 gennaio, dove verrà formulata una proposta da sottoporre al governo Monti, con l’obiettivo di trovare al più presto una soluzione che adegui la situazione attuale alle disposizioni della nuova manovra.

Per un efficace riassunto delle puntate precedenti cliccate qui.

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