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Equitalia: Adiconsum chiede un "Piano di rientro dal debito"

Mercoledì 18 Gennaio 2012, 19:00 in Fisco di

Così il sentire comune che percepisce lo Stato come "strozzino" si tramuterebbe in un sentore comune che percepisce lo Stato come "vicino" ai bisogni delle famiglie e delle aziende

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In questi giorni Equitalia sta inviando migliaia di comunicazioni di recupero crediti che vanno dalle semplici multe, ai bolli auto, all'Irpef non pagata. Per questo 

Adiconsum propone un "Piano di rientro dai debiti": sino a 30.000 euro, pagamento della sola quota capitale maggiorata del tasso di interesse legale del 2,5% da pagare entro 6 anni: in questo modo, garanzie sia per i debitori che per lo Stato. Poche decine o centinaia di euro non pagati, si trasformano in migliaia di euro per aggi, interessi e oneri accessori -  dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale di Adiconsum. Un livello di tassazione che ha raggiunto livelli insopportabili sui "soliti noti" ed in particolare su lavoratori dipendenti, piccoli commercianti e artigiani e pensionati.

Adiconsum ha chiesto al Governo Monti, data la drammatica crisi economica che attanaglia le famiglie, di formulare un "Piano di rientro dal debito" così articolato:
- per debiti sino a 30.000 euro nei confronti dell'erario prevedere 6 anni di tempo per pagare la quota capitale (costo iniziale della multa, del bollo auto, ecc.) applicando unicamente il tasso di interesse legale pari al 2,5% (che è lo stesso interesse pagato ai contribuenti creditori) decurtando dell'80% gli oneri accessori notificati.
Tali somme così ridimensionate possono essere rateizzate, spalmandole temporalmente, a seconda dell'importanza delle somme dovute.
 
Ciò avrebbe un triplice effetto positivo:
1) garantire ai soggetti debitori la possibilità di rientrare del proprio debito nei confronti dello Stato con modi e tempi tali da non soffocare il bilancio familiare e/o d'impresa e altresì tali da evitare le drammatiche conseguenze di procedure esecutive su propri beni;
2) garantire allo Stato un regolare introito in relazione a tutte quelle pendenze creditori "incagliate";
3) garantire allo stesso tempo ai soggetti debitori di poter adempiere anche per il futuro ai propri obblighi nei confronti dello Stato.
 
Così il sentire comune che percepisce lo Stato come "strozzino" - conclude Giordano - si tramuterebbe in un sentore comune che percepisce lo Stato  come "vicino" ai bisogni delle famiglie e delle aziende.

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