Il mestiere del consumatore consapevole
Ora che il nuovo Governo ha incassato sia la fiducia del Senato che della Camera, diamo un'occhiata a quale sarà la sua agenda politica che, come ben sappiamo, verterà sul risanamento del debito pubblico
Anita Richeldi su Economia e finanza ci aggiorna sulla riforma delle pensioni pensata dal governo Monti e scrive:
Ora che il nuovo Governo ha incassato sia la fiducia del Senato che della Camera, diamo un'occhiata a quale sarà la sua agenda politica che, come ben sappiamo, verterà sul risanamento del debito pubblico.
Nel programma di Monti & Co sono presenti misure impopolari ma necessarie come la reintroduzione dell'Ici e la riforma delle pensioni.
Ma soffermiamoci sulla riforma delle pensioni: che cosa cambierà?
Della questione si occuperà il nuovo ministro del Lavoro, Elsa Fornero che pare stia pensando di introdurre l'uscita dal lavoro "a scelta": il lavoratore potrà decidere, quindi, di andare in pensione a partire da 63 anni, fino a 70; ovviamente chi lascerà il lavoro più tardi, avrà un assegno più cospicuo.
Molto probabilmente verrà modificato l'attuale sistema di calcolo dell'assegno mensile che passerà dalla modalità retributiva-contributiva, cioè sulla base dei contributi versati e dello stipendio percepito, a esclusivamente contributiva, cioè sui soli contributi versati con il risultato che le pensioni saranno sicuramente più basse.
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