Il mestiere del consumatore consapevole
La faccia tosta di Renata Polverini che se ne va in elicottero da Roma a Rieti per la sagra del piccante è un buon esempio dell'arroganza della nostra classe politica. Le polemiche sulla Casta, intanto, infiammano il dibattito pubblico. L'Inkiesta pubblica una bella infografica sui costi dei nostri nominati che risultano essere i più costosi d'Europa.
Come se non bastasse oggi in edicola anche Internazionale ne parla (potete leggere l'articolo sulla rassegna stampa della Camera) e l'Espresso dedica un bel servizio a firma di Emiliano Fittipaldi e raccoglie la testimonianza di un peon dell'Italia dei Valori. Lui si chiama Carlo Monai, è un avvocato friulano al primo mandato in Parlamento. Leggiamo:
«I costi della politica sono stati ridotti di pochissimo, e alcuni sprechi sono immorali. Non possiamo chiedere rinunce agli elettori se per primi non tagliamo franchigie e sperperi».
La busta paga di Monai è identica a quella dei suoi colleghi: l'indennità netta è di 5.486,58 euro, a cui bisogna aggiungere una diaria di 3.503,11 euro. Per ogni giorno di assenza la voce viene decurtata di 206 euro, ma solo per le sedute in cui si svolgono le votazioni. E se quel giorno hai proprio altro da fare, poco male: basta essere presenti anche a una votazione su tre, e il gettone di presenza è assicurato ugualmente. Lo stipendio è arricchito con il rimborso spese forfettario per garantire il rapporto tra l'eletto e il suo collegio (3.690 euro al mese), e gli emolumenti che coprono le uscite per trasporti, spese di viaggio e telefoni (altri 1.500 all'incirca). In tutto, oltre 14 mila euro al mese netti. Ai quali molti suoi colleghi con galloni possono aggiungere altre indennità di carica.
Monai inizia il suo viaggio. «Non bisogna essere demagogici. Parliamo solo di fatti. Partiamo dagli assistenti parlamentari: molti non li hanno. Visto che le spese non vanno documentate, preferiscono intascarsi altri 3.690 euro destinati ai portaborse e fare tutto da soli. Altri colleghi per risparmiare si mettono insieme e ne pagano uno che fa il triplo lavoro».
Ecco così svelata la sproporzione tra il numero dei deputati (630) e i contratti in corso per i segretari (230). «Non c'è più tanto nero come qualche anno fa. Anche un altro mito va sfatato: la Camera non ci regala cellulari, come molti credono, ma ogni deputato può avere altri 3.098 euro l'anno per pagare le telefonate. La Telecom ci offre poi dei contratti, chiamati "Tim Top Business Class", destinati a deputati e senatori. Per i computer? Abbiamo un plafond di altri 1.500 euro». Anche quand'era in consiglio regionale del Friuli le telefonate non erano un problema: «La Regione copriva tutto. Se non ti fai scrupoli puoi spendere quanto vuoi. Lo sa che lì c'è pure un indennizzo forfettario per l'utilizzo della propria macchina? Per chi vive fuori Trieste, 1.800 euro in più al mese. Tutti prendevano il treno regionale, e si intascavano la differenza». Portandosi a casa solo grazie a questa voce lo stipendio di un operaio specializzato.
Già. I trasporti gratis sono un must dei politici. Monai elenca i vantaggi di cui può usufruire. «Il precario che su Internet ha svelato gli sconti che ci fa la Peugeot s'è dimenticato che anche altre case offrono benefit simili: ho ricevuto offerte dalla Fiat, dalla Mercedes, dalla Renault. Dal 10 al 25 per cento in meno. Credo che lo facciano per una questione di marketing».
Mai titolo fu più azzeccato:
alle 11:44
Claudio
Alcune cose. Primo: l'indennità "per garantire il rapporto tra eletto ed elettore" passa direttamente al partito che dovrebbe "girarla" al parlamentare ma di solito non lo fa.
Secondo: non trovo affatto scandaloso che i deputati abbiano offerte "ad hoc" da parte di case automobilistiche o compagnie telefoniche. Trovo scandaloso che ci si scandalizzi per questo. Queste sono convenzioni normalissime in tutto il mondo. Pur non appartenendo a un ordine professionale sono pronto a scommettere che per commercialisti, avvocati, notai & co. le case automobilistiche fanno le stesse offerte.
Terzo: sempre sulle automobili non dimentichiamoci che ci sono persone che possono addirittura averle gratis. Se un personaggio del calcio, della musica, dello spettacolo e magari anche della politica (parliamo di "top") va a bussare non alla Ferrari o alla Porsche, ma alla Fiat, alla Renault, alla Bmw o alla Audi e gli chiede un certo modello gratis, se è disponibile glielo danno. Fidatevi.