Lufthansa, addio Malpensa: la Sea fa bene a minimizzare?

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Lufthansa è certamente una delle principali compagnie e peraltro tra quelle di maggior prestigio internazionale, che sono a Malpensa. Ancora per poco, purtroppo. Secondo quanto riferisce La Stampa infatti, Lufthansa ha annunciato una rivisitazione delle proprie strategie italiane che passerà anche dall’abbandono dello scalo di Malpensa. Prevista una razionalizzazione sia del marchio di Lufthansa Italia che di quello di Air Dolomiti: lo stesso brand Lufthansa Italia sarà mantenuto soltanto fino alla fine del prossimo ottobre 2011.

Il gruppo tedesco prevede comunque una crescita a due cifre nella propria offerta per l’Italia che serve già dagli hub di Francoforte e di Monaco, programmata anche una crescita delle rotte di Air Dolomiti. Attualmente il vettore tedesco serve 19 destinazioni in Italia. Sulle nuove strategie, evidenzia il presidente e amministratore delegato della società, Christoph Franz, influisce il ritiro di Alitalia da Malpensa e la parallela interruzione della collaborazione di Lufthansa con Air One.

Infatti leggiamo sul Corriere:

Lufthansa Italia oggi serve 14 destinazioni per un totale di 170 voli settimanali. Nella stagione invernale appena trascorsa le mete erano 12 per 167 frequenze la settimana. Proprio queste verranno a mancare dal prossimo ottobre. I velivoli fino a oggi utilizzati da Lufthansa con base a Malpensa saranno trasferiti in altri aeroporti. In compenso voleranno sempre di più gli aerei Lufthansa tout court diretti a Monaco e Francoforte dove si trovano gli hub della compagnia. Morale: chi vuole andare in Cina, in Giappone, in Sud America o negli Stati Uniti dovrà mettere in conto anche nei prossimi anni uno scalo negli aeroporti tedeschi.

Dal canto suo Sea minimizza. «Lufthansa Italia rappresenta solo uno dei 110 vettori presenti sullo scalo di Malpensa - fanno presente al quartier generale della compagnia -. Le destinazioni attualmente servite da Lufthansa Italia sono già coperte da uno o più vettori, che registrano coefficienti di riempimento superiori. Nel 2010 Lufthansa Italia ha rappresentato circa il 3% del nostro fatturato, con circa 1,2 milioni di passeggeri sui 18,7 milioni del 2010»

Certamente non si può dire che l’abbandono di Lufthansa ci risulti indifferente e che l’abbandono sia uno dei successi del governo sullo scalo di Varese. 

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